Club di lettura 2026. Narrare l'antropoceno
Instituto Cervantes de Milán
Nel 2000, lo scienziato olandese Paul Jozef Crutzen, insieme allo statunitense Eugene Stoermer, ha proposto il termine Antropocene per designare una nuova era geologica caratterizzata dall'impatto decisivo dell'attività umana sul pianeta. Durante questo periodo si intensificano processi come il riscaldamento globale, la perdita di biodiversità e l'alterazione dei cicli biogeochimici, come risultato dell'industrializzazione, del consumo smodato e dell'espansione tecnologica.
L'Antropocene è quindi un concetto che invita a riflettere sulla responsabilità etica, politica e culturale della nostra specie di fronte alla crisi ecologica contemporanea. In questo contesto, il Club del Libro dell'Istituto Cervantes di Milano propone un percorso attraverso cinque opere letterarie che affrontano questa problematica da diverse prospettive.
La sessione inaugurale vedrà la partecipazione della scrittrice uruguaiana Fernanda Trías, due volte vincitrice del Premio Sor Juana Inés de la Cruz, per parlare di El monte de las furias, romanzo che trasforma il territorio in un agente attivo: la montagna e la cava non sono paesaggio, ma forze che condensano l'estrattivismo, la violenza e l'attrito tra corpi umani e non umani.
Il percorso letterario include Las máquinas enfermas (Le macchine malate) di Alberto Chimal (Messico), un libro di racconti che mette in discussione il nostro rapporto con le nuove tecnologie; Solo un poco aquí, di María Ospina (Colombia), che indaga i legami tra violenza ambientale e sociale, corpo e memoria; e El comienzo del paraíso, di Edmundo Paz Soldán (Bolivia), che presenta un universo in cui la natura intervenuta, gli organismi ibridi e l'intelligenza artificiale mettono in discussione i confini tra umano e non umano.
All'ultimo incontro sarà presente Andrés Montero (Cile) per parlare di El año en que hablamos con el mar, romanzo che concepisce il territorio come archivio di memorie, il paesaggio come agente narrativo e la comunità umana come parte —e non centro— di un intreccio più ampio.
Attraverso queste letture e i dibattiti con gli autori, si cercherà di comprendere come la narrativa possa contribuire a pensare criticamente il presente e immaginare futuri sostenibili.
CALENDARIO DEGLI INCONTRI
4 febbraio: Fernanda Trías, «El monte de las furias»
4 marzo: Alberto Chimal, «Las máquinas enfermas»
15 aprile: María Ospina, «Solo un poco aquí»
6 maggio: Edmundo Paz Soldán, «El comienzo del paraíso»
10 giugno: Andrés Montero, «El año que hablamos con el mar»