Nel 2000, Crutzen e Stoermer hanno proposto il termine Antropocene per definire un'era caratterizzata dall'impatto umano sul pianeta, visibile in fenomeni come il riscaldamento globale e la perdita di biodiversità. Questo concetto solleva una riflessione etica, politica e culturale sulla responsabilità umana di fronte all'attuale crisi ecologica.
L'origine di «Las máquinas enfermas» riflette una profonda preoccupazione su un tema molto attuale: la nostra ossessione per le cosiddette “intelligenze artificiali” e altre tecnologie digitali. Ma anche sui lati oscuri di quel mito rinnovato – quello delle macchine che ci sostituiranno – che sta già interferendo con le nostre vite, il nostro pensiero e persino i nostri corpi.
I racconti di Alberto Chimal trattano delle proiezioni e dei demoni di un'«intelligenza» che sposta e soppianta l'umano fino alla sua estinzione, del potere assoluto di una tecnologia che crea dipendenza, di proprietà di pochi, dell'ingenuità di credere nelle sue buone intenzioni e delle orribili fantasie di potere assoluto e saccheggio di questo mondo (e persino di altri mondi). Perché anche se quelle macchine “si ammalassero”, la nostra fede in loro potrebbe essere sufficiente per farle trionfare su di noi. Non sarebbe la prima volta che l'umanità inventa idoli da adorare.
Attraverso questo ciclo di letture e i dibattiti con gli autori, si cercherà di comprendere come la narrativa possa contribuire a riflettere criticamente sul presente e immaginare futuri sostenibili.
