Attività culturali

Lucía

Il film, costruito con estrema sensibilità narrativa e formale, configura una relazione figlia-padre, caratterizzata da una complicità silenziosa, ma intaccata dall’incertezza esistenziale e dal peso dei ricordi. La tematica politica emerge sottilmente, ma risulta ancora più contundente perché si intreccia con il dramma privato, trattato con toni minimalistici. La vicenda si svolge a Santiago nel 2006, durante i giorni intercorsi tra il funerale del Generale Augusto Pinochet e le festività natalizie. La location prevalente è costituita da una vecchia casetta malandata, a un piano, collocata in un antico quartiere piccolo borghese assediato dalla speculazione edilizia. Lucía, la protagonista, è una trentenne nubile che lavora in una fabbrica di sartoria. Vive con il padre anziano, indebolito da un inarrestabile declino fisico e mentale. Il regista esplora i riti della quotidianità, utilizzando, gli elementi scenografici e tecniche  visive di stop-motion. A poco a poco Lucía supera il disincanto e sente un disagio lancinante, quando, spinta dall’eco ingombrante della cronaca radiofonica del funerale dell’ex dittatore, rievoca un episodio cruciale della sua infanzia. Ricorda la figura di un medico, amico di famiglia, sospettato di complicità nelle torture inflitte ai detenuti politici durante la dittatura. Rivede se stessa, ignara bambina, durante una visita natalizia alla magnifica casa di quel medico che trattava suo padre con ambigua benevolenza. Atallah traccia un ritratto intimo e emozionante, assolutamente privo di retorica, di persone comuni che si sforzano di superare la costrizione del passato.  

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