la mujer sin piano
Potrebbe essere definito “la tragedia di una donna ridicola” oppure “il sogno surreale di una notte autunnale”. La protagonista è Rosa, una donna di casa ultraquarantenne. Il film mostra 24 ore della sua vita, descrivendone le attività e la curiosa trasgressione comportamentale. Vive a Madrid in un appartamento ordinario, ma rispettabile, dove svolge anche un’attività part-time di depilazione femminile. È sposata con Francisco, un apatico taxista, che non le riserva alcuna sorpresa. Rosa esegue con cura le mansioni casalinghe e compie i suoi rituali quotidiani, costellati anche da piccoli incidenti tragicomici. Quindi, in piena notte, quando il marito dorme profondamente, si alza, prepara una valigia ed esce dalla casa. Cammina senza meta nelle strade che costituiscono un paesaggio urbano pressoché deserto e impersonale. Giunge in una stazione di autobus e si siede su una panchina ad aspettare. Incontra Radek, un immigrato polacco ventenne, un po’ svitato, ma docile, immerso in un soliloquio poco intellegibile. È una situazione vagamente umoristica ed assurda. Rosa gli dimostra una tenera, ma silenziosa simpatia. Poco prima dell’alba torna a casa. Rebollo si dimostra capace di sovrapporre un ritratto apparentemente insignificante, di un contesto banale, ad un sottofondo storico trascendente appena accennato. Nel film, che mostra un realismo antivirtuale, molte cose sono solamente suggerite e implicite. Emerge un approccio inconsueto all’alienazione moderna, senza disperazione, né sbocchi univoci. Carmen Machi offre un’interpretazione magistrale, con una mimica minima e un eloquio stringatissimo.
