Attività culturali

El vuelco del cangrejo

È un’opera fortemente caratterizzata in senso meditativo, ai limiti della suggestione onirica, tra mito e realtà. Ambientato a La Barra, un villaggio di capanne isolato, posto su una spiaggia scura e sporca, di fronte all’Oceano Pacifico, abitato da una piccola comunità afro-colombiana. In questo huis clos a cielo aperto giunge a piedi, al termine di un lungo periplo, un uomo appena trentenne, Daniel.      Il film non chiarisce mai le sua vera identità e i suoi precedenti esistenziali. Appena arrivato al villaggio si informa sulla possibilità di proseguire oltre, cioè di essere trasportato in barca fuori dal Paese. Tuttavia pare che le poche barche siano tutte in mare da giorni cercando di catturare pesci che scarseggiano. Quindi è obbligato a prolungare la sua permanenza a La Barra, entrando in contatto con la schiva popolazione locale. Si tratta di un film singolare, interpretato in maggioranza da attori non professionisti, scelti in larga parte tra la popolazione locale. Ruíz Navia documenta con efficacia, la quotidianità di un villaggio “dimenticato”. Offre inquadrature sorprendenti di una natura selvaggia e incontaminata, dipanando un’atmosfera languida intrisa di violenza subliminale. Esplora la contraddizione tra il desiderio di fuga del protagonista e la profonda apatia presente nel microcosmo in cui rimane bloccato fisicamente ed emotivamente, incapace di orientare la propria vita verso un qualsiasi futuro.

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