Questo progetto propone un intervento artistico concepito appositamente per la Chiesa di Santa Eulalia dei Catalani a Palermo, intesa non solo come contenitore espositivo, ma come un corpo architettonico attivo con cui stabilire un dialogo formale, simbolico e materiale.
Il lavoro di FOD si articola attorno al rapporto tra architettura, geometria, linea e simmetria, ma in questa occasione l'asse principale si sposta verso la scultura e l'occupazione dello spazio, proponendo un percorso che oscilla tra il costruito e l'immaginato. La proposta è concepita come un viaggio di andata e ritorno verso le forme più primitive della costruzione, quelle che nascono dall'impulso umano di creare rifugi: spazi istintivi, astratti ed essenziali. Da questa prospettiva, l'architettura si rivela anche come un esercizio di astrazione, dove la pittura e la scultura diventano strumenti per generare possibili “architetture inventate”, persino sognate.
Il progetto si basa su due dimensioni fondamentali:
- Da un lato, il carattere fittizio del processo creativo, legato etimologicamente al verbo latino fingere: modellare, formare, immaginare. Questa nozione permette di concepire l'opera come una costruzione sia mentale che materiale.
- Dall'altro, l'idea di abitare lo spazio prestando attenzione non solo al suo volume edificato, ma anche ai suoi interstizi, ai vuoti e agli spazi vuoti che costituiscono parte essenziale di qualsiasi struttura. In questo senso, il concetto di “piega”, sviluppato da Gilles Deleuze, risulta fondamentale: una realtà intesa come un continuum di trasformazioni, di pieghe e dispiegamenti, dove nulla rimane fisso.
L'attenzione che il pensiero barocco presta al movimento e alla molteplicità si traduce qui in un'osservazione diretta delle geometrie presenti nei pavimenti dei templi e dei palazzi di Palermo. Le loro trame, prospettive e ritmi cromatici servono come punto di partenza per la creazione di nuove rappresentazioni, che si dispiegano nella pittura, nella scultura e nell'installazione.
Francisco Olivares (FOD, Puerto Lumbreras, 1973) ha conseguito la laurea in Belle Arti presso l'Università di Granada. Il suo lavoro indaga il rapporto tra architettura, spazio e memoria attraverso l'astrazione geometrica e l'uso di materiali riutilizzati. Ha presentato progetti in numerosi centri istituzionali e fiere internazionali, con una presenza continuativa ad ARCO. Attualmente risiede a Madrid, dove lavora con le gallerie T20 e Juan Silió.
Pedro Medina Reinón (Murcia, 1973) è laureato in Filosofia e dottore di ricerca in Scienze della Cultura. Vanta un’ampia esperienza come ricercatore, docente e responsabile della gestione culturale presso istituzioni accademiche e artistiche in Spagna e in Italia, e ha diretto l’Area Culturale e la casa editrice dello IED. È specialista in Teoria e Didattica dell’Arte, nonché critico e curatore di mostre, con oltre 100 esposizioni organizzate. È inoltre autore di numerose pubblicazioni specialistiche.