Attività culturali

O tiempo bono. Musica a Napoli dal Regno d’Aragona ai primi Viceré di Spagna (1480-1540)

O tiempo bono. Musica a Napoli dal Regno d’Aragona ai primi Viceré di Spagna (1480-1540) Ensemble Micrologus

Concerto di chiusura della mostra Gli Spagnoli a Napoli. Il Rinascimento meridionale e dell’omonimo ciclo di conferenze, a cura dell’ensemble italiano Micrologus.
I brani scelti per il concerto descrivono il momento vissuto dalla nobiltà napoletana dell’epoca.

Il clima di rimpianto e delusione spinse gli aristocratici napoletani a raccogliersi intorno al più nobile tra loro, Ferrante Sanseverino principe di Salerno, nel cui palazzo oggi nella piazza del Gesù a Napoli si ritrovavano come nella vera corte che i viceré non avevano voluto ricreare. Qui furono sperimentate le prime commedie con musiche a voce sola, preludio precoce al melodramma fiorentino e varie forme di musica virtuosa, vocale e strumentale. Quando l’imperatore Carlo V giunse a Napoli nel 1535, Sanseverino, che aveva sangue reale, presentò al sovrano le prime “villanelle alla napoletana”, eseguite dai nobili musicisti del suo seguito. Dopo la partenza di Carlo, fonte di una nuova delusione in città, fu stampato a Napoli nel 1537 il primo libro di villanelle. Si trattava apparentemente di un genere di canzone popolare e semplificato, ma in realtà i testi in napoletano, incomprensibili per gli spagnoli, costituivano un emblema nazionale di resistenza. I nobili musicisti legati al Sanseverino, si esposero in occasione della prima rivolta antispagnola del 1547 e il potente viceré Pedro de Toledo colse l’occasione per esiliare loro e il principe di Salerno. Il viceré Toledo comprese allora l’importanza strategica della musica nella società napoletana e decise di riattivare dopo mezzo secolo di chiusura la Real Cappella, formata però inizialmente di soli stranieri, in particolare fidati spagnoli chiamati appositamente in Italia con la qualifica di “homo de arme”. Giunse così a Napoli, come primo maestro della cappella del viceré, il toledano Diego Ortiz. Da quel momento la musica tornò ad essere un orgoglio di tutta la città, grazie al patto tra nobili napoletani e spagnoli e la stampa musicale cominciò a diffondere ovunque le nuove mode compositive diffuse in città.

L'ensemble italiano Micrologus ha aperto la strada in Italia, tra i numerosi gruppi di musica antica, alla scoperta della musica medievale. Fondato nel 1984 dai musicisti umbri Patrizia Bovi, Goffredo Degli Esposti e Gabriele Russo, insieme con Adolfo Broegg (1961-2006), ha creato oltre 60 diversi spettacoli e registrato 29 CD, alcuni dei quali hanno ricevuto importanti premi. È regolarmente invitato in molti dei più importanti festival e luoghi d’Europa e del mondo. La chiave del successo del Micrologus con il pubblico è il suo stile musicale eccezionalmente vivace e, soprattutto, accessibile, mescolando vari colori strumentali con la polifonia vocale.

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