Attività culturali

Ártico

Ártico desconocido

Un uomo in abito e cravatta si sveglia sulla riva di un fiume. Risponde al cellulare e, secondo i pochi segni che ci arrivano dalle laconiche conversazioni, possiamo intuire che sta seguendo le istruzioni di alcuni sequestratori. Sospettiamo che nel suo zaino porta i soldi necessari per pagare il riscatto della madre di una delle persone che lo sta chiamando. Durante l’intera giornata, girovaga senza meta. A piedi, in barca o in pullman, il suo obiettivo sembra sia muoversi senza una precisa direzione. Possiamo credere che lo faccia per depistare la polizia. Niente è sicuro nel terzo lungometraggio di Santiago Loza. La sua telecamera non abbandona quasi mai il primo piano del protagonista. Siamo così vicini a lui che non possiamo riconoscere il contesto, e con molta difficoltà possiamo farci un’idea generale di cosa stà sucedendo. Senza dubbio, un’esperienza limite, sia per il protagonista sia per gli spettatori che si aspettano di trovare un comune thriller.

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